Desana Storia, riso e ospitalità  
   
Desana, una storia lunga duemila anni

Desana sta celebrando i Mille anni del suo castello, che appare alla luce della storia in un documento del 1003. Ma la storia del borgo è ben più antica: risale a circa duemila anni fa.

Desana è a circa 8 chilometri da Vercelli, cioè 5 miglia romane: era infatti una mansio, e qui si insediò la famiglia di un Decio. Ovvero Decius, da cui ‘fundus Decianus’. Nei documenti medievali appare per la prima volta il nome di Deciana, usato sia per la ‘villa’ che per il ‘castro’, cioè per il borgo ed il castello. Deciana, dunque, è il nome originario del nostro paese. E’ un nome antico, ma noi, nell’era dell’informatica, lo abbiamo riscoperto proprio per il sito Internet!

Tesoro di DesanaDopo la (poco nota) fase romana, ecco un fuggente ma incredibile sprazzo di luce: gli invasori Ostrogoti si insediano per qualche periodo a Desana e vi lasciano, forse perché in fuga, un loro tesoro. Si tratta del Tesoro di Desana: 44 pezzi in oro e argento risalenti al IV secolo, ritrovati da un grande archeologo e uomo di cultura, Vittorio Viale. Il ‘Tesoro di Desana’ è un esempio ben conosciuto dagli archeologi di tutto il mondo di oreficeria ostrogota di estrema bellezza, e vasellame di rara fattura, che ora è custodito a Palazzo Madama a Torino.

Desana riappare in un diploma di Arduino d’Ivrea a Cuniberto, prevosto della chiesa, cui ne donava il possesso nel 995. Le fonti storiche poi scarseggiano fino al 1411, quando Ludovico Tizzoni ottenne la signoria del luogo. Con i primi Tizzoni Desana risorse a nuova vita, ed il castello venne ricostruito, diventando un piccolo centro di cultura ove trovarono ospitalità studiosi e letterati, come ad esempio Matteo Bandello, novelliere alessandrino.

I falsariNel 1510 nel Castello dei Conti Tizzoni si cominciò a battere moneta, una attività che proseguì con alterne fortune per più di centocinquant’anni e che costituì una buona fonte di guadagno per i (modesti, in verità) Conti del luogo.

Per un lungo periodo, sotto il ramo dei Tizzoni di Rive, Desana conobbe anche momenti terribili, fino al punto che, nel 1567, tutti i suoi abitanti fuggirono disperati per chiedere soccorso al Duca di Savoia.

Nel 1693 il feudo fu ceduto proprio al Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, e nel 1699 ne fu investito l’imperatore Leopoldo.

Nel 1793 Vittorio Amedeo III cedette il feudo al conte Francesco Solaro e infine nel 1833 Vitale Rosazza acquistò il castello, ristrutturandolo completamente.

Il castello di DesanaNel paese sono da rilevare, oltre al castello, la Parrocchiale dei SS Pietro e Maurizio ricostruita nel 1863-66, composta da tre navate ognuna sormontata da un altare in marmo; altre tre chiesette sorgono all’interno del centro abitato: quella dedicata ai SS Fabiano e Sebastiano risalente al 1618, dotata di un altare e di una pregevole balaustra in stile barocco, quella di S Rocco, e quella della Beatissima Vergine Addolorata eretta nel 1756 e corredata da un bel dipinto rappresentante la Deposizione dalla croce.

Alla sera del venerdì santo lungo le vie del paese rischiarate da fiaccole si snoda una suggestiva processione delle ’macchine’, nel corso della quale le quattro pregevoli statue in dotazione alle predette chiese vengono portate in spalla dalle confraternite ancora esistenti.

Donatella Sguerzoni