Desana Storia, riso e ospitalità  
   
Il tesoro di Desana:
un giallo lungo quasi duemila anni

Tesoro di DesanaIl Tesoro di Desana è un autentico, straordinario tesoro del patrimonio archeologico. Ma è anche un fantastico giallo ancora pieno di sorprese.

La storia ufficiale racconta una vicenda fumosa e generica. Vittorio Viale, grande studioso, grande archeologo, e grande difensore del patrimonio culturale piemontese, lo avrebbe acquistato “con l’aiuto di Piero Accorsi nel commercio antiquario per il Museo d’arte antica di Torino…”.

E se viene comperato "nel commercio" (ovviamente ben poco legale), come si fa a dire che viene proprio da Desana? Occhio alla risposta piena di ambiguità: “…sarebbe stato trovato, secondo vaghe e incerte notizie, nei pressi di Desana, ma senza che si potesse giungere a conoscere né il tempo, né la precisa località, né le precise circostanze del ritrovamento, e (attenzione!, ndr) se gli oggetti acquistati costituissero lo intero corredo o ne fossero solo una parte”. (Vittorio Viale, “Vercelli e il vercellese nell’antichità”).

E’ lo stesso Viale che maschera anche ciò che sa. Perché la verità è che il Tesoro lo ha salvato lui, usando come ‘sponda’ l’amico Accorsi. Ma lui sa benissimo che viene da Desana, perché lui stesso (o in parte attraverso Accorsi) gli ha dato la caccia, lo ha individuato e trovato non in una campagna di scavi, ma da contadini o persone del luogo che nel tempo lo avevano scoperto. Ecco perché Viale salva il salvabile, ma deve mantenere il patto che probabilmente ha stipulato con i suoi interlocutori, e tra le righe ci dice anche che probabilmente ce n’è altro…

Tesoro di DesanaIl Tesoro di Desana: 22 gioielli d’oro e altrettanti d’argento databili mediamente al IV-V secolo. Bracciali, fibule, collane, anelli e altri oggetti che segnano un momento cruciale dell’arte barbarica.

E perché proprio a Desana?

Tesoro di DesanaLe ipotesi più accreditate sono state fatte dai fratelli Dario e Daniele Gaviglio, archeologi dell’associazione culturale Vercellae: a Desana questi ori sono stati lasciati dagli Visigoti, che qui si insediarono, dopo razzie anche a Vercelli, e che qui nascosero il loro tesoro –o parte di esso- quando si trovarono a dover fuggire incalzati dal generale Stilicone, che li intercettò e sconfisse poi nell’astigiano.

I due archeologi vercellesi ritengono di aver trovato tracce molto dettagliate di quella tremenda pagina di storia, che segnò forse una delle ultime vittorie dell’esercito imperiale di fronte all’alluvione dei barbari.

Curiosa, poi, è l’ipotesi (ben suffragata da forti indizi) di quale fosse la ‘cassaforte’ desanese in cui gli Visigoti lasciarono il proprio oro. Una cassaforte sotterranea, o comunque un monumento funebre: il mausoleo di Decio. Decius, l’imperatore romano che diede il suo nome alle proprietà sorte attorno alla mansio posta a 5 miglia da Vercelli: Deciana, Desana.

Tesoro di DesanaLa cassaforte è (era) proprio qui, alle porte della attuale Desana: un mausoleo romano poi ‘ricoperto’ da una chiesetta oggi scomparsa. Gli archeologi la sanno lunga, al riguardo: da quel luogo, da quella terra riaffioravano reperti o elementi che hanno indotto contadini o persone, forse, a cercare più a fondo, fino a… trovare il tesoro.

Vittorio Viale maschera così tutto ciò che deve, per portare a casa il risultato più importante: restituire alla cultura e alla memoria un bene preziosissimo. Il Tesoro di Desana.

Oggi il Tesoro di Desana fa parte delle collezioni più importanti che costituiscono il patrimonio culturale di Torino. E’ a Palazzo Madama, che purtroppo è da anni chiuso –e lo sarà ancora per un po’- per lavori di ristrutturazione. Per adesso ci dobbiamo accontentare di queste immagini…

Marco Reis